Michele Palamara

architetto e giornalista

Category PROGETTI DI RIQUALIFICAZIONE URBANA

Riqualificazione lungolaghi Peschiera del Garda

Concorso di idee. Capogruppo arch. Michele Palamara, arch. Marco Sturniolo, arch. Gabriele Saccà

Il progetto, dopo un’attenta analisi dei valori storici del centro lacunare e degli strumenti urbanistici vigenti, ha l’obiettivo specifico di :

  • valorizzare il rapporto terra/acqua dei lungolaghi;
  • valorizzare e mettere in sicurezza il collegamento pedonale dal centro lacunare alle spiagge a nord-est;
  • incrementare le aree di aggregazione sociale;
  • incrementare i circuiti ciclistici già presenti attorno a Peschiera favorendo il rapporto naturalistico col Mincio;
  • collegare il lungolago Mazzini alle spiagge poste ad ovest;
  • collegare il lungolago Garibaldi alle spiagge poste ad est;
  • estendere la rete di percorsi ciclabili e ciclopedonali che innervano la città;
  • incentivare l’uso della bicicletta attraverso idonee azioni di safety e security;
  • eliminare le barriere architettoniche;
  • utilizzare arredi urbani coordinati, basati sull’utilizzo della pietra ricostruita, come le panchine sul lungolago Garibaldi, e l’acciaio verniciato corten, caratterizzati dallo stemma del Comune di Peschiera del Garda;
  • promuovere l’utilizzo della bicicletta come mezzo complementare all’auto privata.

 

Le strategie adottate per cogliere gli obiettivi specifici sono sintetizzate nei punti seguenti:

  • risolvere definitivamente il problema delle radici degli alberi sui lungolaghi con delle apposite sedi (isole vegetative) dove le radici possono espandersi e vivere.;
  • integrare maggiormente i percorsi ciclopedonali con gli ormeggi;
  • completare la rete ciclopedonale esistente con un breve circuito cittadino;
  • cominciare a realizzare una rete di bike parking in modo da garantire adeguate condizioni di security alla custodia del mezzo;
  • realizzare un servizio di bike sharing che, in sinergia con la rete di bike parking, permetta di configurare la bicicletta a pedalata assistita come mezzo per muoversi.

Sulla scorta anche dell’individuazione dei ”punti neri” dell’incidentalità stradale sono, inoltre, consigliabili e realizzabili in un prossimo futuro, le seguenti tipologie di intervento finalizzate ad adeguate condizioni di sicurezza di pedoni e ciclisti:

  • introduzione di semafori a chiamata in corrispondenza degli attraversamenti ciclopedonali da realizzare su sezioni correnti della viabilità di scorrimento;
  • introduzione di fasi semaforiche, a chiamata o predefinite;
  • realizzazione di attraversamenti ciclopedonali protetti in corrispondenza delle rotatorie esistenti;
  • progressiva introduzione di illuminazione notturna dell’area di attraversamento cittadino (eventualmente attivata da dispositivi che rilevano la presenza del pedone o del ciclista in contesti non edificati) che potranno essere alimentati mediante recupero di energia;
  • realizzazione di una ciclofficina, per le operazioni di manutenzione e riparazione delle bici, in località Porto Vecchio, nei pressi del parcheggio, all’inizio della ciclabile Peschiera – Mantova.

Per creare, quindi, un circuito breve attorno al centro lacunare, denominato “sorgente del Mincio” da percorrere anche più volte, il progetto prevede la realizzazione di una passerella ciclopedonale che scavalchi il Mincio all’altezza dell’inizio della pista ciclabile della Federazione Nazionale Pesca Sportiva.

Tale incremento delle piste ciclabili è stato pensato in risposta al D.M. 208 del 28/07/2016. “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro”, promosso dal Ministero dell’Ambiente, che ha come obiettivo principale l’effettiva riduzione delle emissioni inquinanti e l’abbandono graduale del ricorso eccessivo all’automobile, secondo quanto richiesto dalla direttiva UE e riportato nei dettami del “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile”.

Il progetto prevede, inoltre, la realizzazione di 3 rastrelliere a 12 stalli, di cui per bici a pedalata assistita, per il bike sharing, funzionanti con componentistica industriale Siemens Simatic serie S7, collegate tra loro tramite fibre ottiche, e 2 bike parking, una al Molo Cappuccini e l’altra sul lungomincio Bonomi all’altezza del pilone della ferrovia, entrambe con ricarica elettrica, composte da 30 posti bici in media (per un numero tot. di 60 stalli). All’interno di ogni singolo bike parking di distribuzione delle bici verrà installato un pannello informativo, dotato di sistema di videosorveglianza e di hotspot WiFi pubblico (in rete con il sistema del comune) che mostrerà la mappa delle stazioni bike sharing, le regole di utilizzo del sistema, le informazioni utili e i numeri di telefono di riferimento. Ad integrazione del sistema di base verrà messa a disposizione degli utenti l’App Bicincittà’, che mostra in tempo reale la disponibilità delle biciclette e degli stalli vuoti. Altre semplici rastrelliere di 16 stalli ognuna saranno cosparse lungo i percorsi ciclopedonali.

Saranno, inoltre, installate panchine smart con wifi libera e ricarica smartphone, totem informativi con lettore qr-code per conoscere le tipologie dei percorsi e la loro durata, sia lungo il percorso, che in corrispondenza delle rastrelliere, nonché cestini per la raccolta differenziata.

Relativamente alle aree specificate nell’oggetto del concorso:

1 Lungolago Mazzini

Il progetto prevede, la sistemazione delle radici degli alberi con un sistema di isole vegetative che consenta alle radici di espandersi e vivere, l’allargamento del molo, utilizzando il livello dell’attuale marciapiede, dalla rotatoria Maestri al molo dei Cappuccini, con piattaforme in legno marino su pali in cemento armato.

Sulle piattaforme saranno montate “isole” rettangolari in legno marino, alcune contenenti 30 centimetri di terra e uno strato di 5 cm di prato a rotoli composto da Lolium Perenne + Poa Pratensis e attorniate da comode sedute in marmo, altre tutte in legno marino.

In corrispondenza delle strisce pedonali verranno realizzati degli scivoli per superare le barriere architettoniche.

Il nuovo fronte-lago si concluderà con la sistemazione del molo Cappuccini; verrà mantenuta la funzione attuale di spazio aggregativo, soprattutto per bambini, con delle aree a verde, verrà posizionato un “bike parking” prefabbricato, con struttura portante in acciaio, elementi di tamponatura in vetro e decorativi in acciaio verniciato tinta corten, e verrà favorito il collegamento con la passeggiata Clelia Guazzi Leoncini, tangente al lido Cappuccini.

Le gradinate che affondano nel lago saranno realizzate con una miscela di calcestruzzo e polveri di marmo.

La nuova illuminazione sarà a paletti bassi.

2 Lungolago Garibaldi

L’attuale lungolago, a causa della presenza delle aiuole, non si addice alla comoda fruibilità ciclopedonale. Il progetto consiste semplicemente nella sistemazione delle radici, nella messa in sicurezza degli ormeggi e nell’eliminazione dell’aiuole, riportando tutto il camminamento all’unico livello dell’attuale marciapiede.

In corrispondenza delle strisce pedonali verranno realizzate degli scivoli per superare le barriere architettoniche.

Verrà mantenuta la fermata degli autobus, migliorandone la fruibilità con una pensilina.

Per favorire il collegamento alle spiagge a nord est, il percorso proseguirà oltrepassando la scivola dei Vigili del Fuoco, la quale verrà quindi spostata verso il lago.

Verranno mantenuti i lampioni attuali, in ottimo stato, e verranno aggiunti paletti in acciaio corten molto bassi lungo il ciglio del molo.

2 Lungomincio Bonomi

Il progetto prevede la realizzazione di un percorso ciclopedonale che congiunge il centro lacustre, dal ponte della Marina sino alla partenza della pista ciclabile del Mincio, data in concessione alla Federazione Nazionale Pesca Sportiva di Verona. In particolare: sul primo tratto fino alla “barcaccia di Simbula” non verrà fatto alcun intervento; dalla “barcaccia” in poi verrà riqualificato, ma mantenuto, lo stesso manto stradale, allargando la pista, ove necessario, verso il lago; dal ponte della ferrovia in poi il percorso sarà in terra battuta su ghiaia, allargando verso il lago, con piattaforme in legno marino su pali in CA, in corrispondenza dei ponti della strada regionale e dell’autostrada; con fitte palificate in qualche altro punto.

In prossimità della pista ciclabile della Federazione Nazionale Pesca Sportiva, al fine di chiudere l’anello denominato “sorgente del Mincio” attorno al centro lacustre di Peschiera e anche per non interrompere il percorso durante le gare di pesca, verrà realizzato un ponte in acciaio, molto leggero a tre campate, che congiunge con l’altra sponda.

Sarà, inoltre, realizzata, a protezione dei fumi e dei rumori della strada, una rete alta 1.70 m. su cui possano crescere rampicanti come l’edera, e verranno piantati degli alberi.

Il percorso sarà costellato di totem informativi e leggii per installazioni artistiche in acciaio verniciato tinta corten, panchine in pietra ricostruita; i pilastri dell’autostrada, della strada regionale e delle ferrovia, attraversati dal percorso, saranno oggetto di interventi di “street art”.

In prossimità del ponte della ferrovia sarà posizionato un “bike parking” prefabbricato, con struttura portante in acciaio, elementi di tamponatura in vetro e decorativi in acciaio verniciato tinta corten.

Verranno sepolte le scalette in prossimità del ponte della ferrovia, per permettere la realizzazione della pista ciclopedonale e verrà realizzata una nuova illuminazione a paletti bassi.

RAMBLA

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Riqualificazione dell’ex mattatoio a Castiglion Fiorentino (concorso di idee aprile 2019)

La nuova configurazione di Piazza Garibaldi, con un grande parcheggio e terminal di autolinee, rende l’area oggetto di intervento un vero e proprio ingresso alla città medievale.

L’importo messo a disposizione per l’intervento di riqualificazione (600.000 €),  le buone condizioni delle strutture murarie, ma soprattutto la loro valenza storica, fanno propendere per un intervento di “ripulitura” e di rifacimento impiantistico in ragione dell’utilizzo proposto.

Punto di partenza del progetto è l’utilizzazione del corpo di fabbrica al piano terra, che ben si presta anche nella sua disposizione interna, quale “filtro” per la città, con l’obiettivo di indirizzare i turisti, che giungono con i mezzi pubblici e con le loro auto, all’interno del centro storico.

Questo utilizzo è anche occasione per promuovere negli ampi spazi disponibili le tipicità di Castiglion Fiorentino e per collocarvi, utilizzando anche il piano superiore, un “Centro per la cultura, per il co-working e per lo sviluppo del marketing territoriale” destinato alle giovani imprese, alla lettura, all’artigianato e ai talenti locali.

Da un’attenta analisi storica e da una lettura planimetrica è emerso che la terza cinta muraria all’esterno del primo nucleo fortificato del Cassero, risalente a un periodo compreso fra il 1257 e il 1267, era, e lo è ancora in parte, caratterizzata da numerose torri, tra cui quella ben visibile detta “torre mozza” e quella, meno visibile, di “San Francesco”, entrambe all’interno dell’area oggetto di intervento.

Il progetto ha, quindi, anche l’obiettivo di far riemergere la nascosta “torre San Francesco” alla pari della già notevole “torre mozza”.

Al piano terra sono previsti: ampi spazi per il co-working commerciale, ossia la condivisione di negozi per favorire l’imprenditoria giovanile; un grande unico ambiente da destinare alle mostre per il marketing territoriale, nel quale è possibile installare stand prefabbricati; una grande sala espositiva per accompagnare i turisti all’interno del centro storico; un locale per la gestione della domotica e delle stanze, anche queste in co-working, da utilizzare in orari serali come sale prova per emergenti gruppi musicali.

Al piano superiore si prevede la realizzazione di un locale, gestibile da privati, dove poter leggere e, al tempo stesso, mangiare e bere. Pertanto, con piccolissime modifiche della tramezzatura interna e con l’aggiunta di qualche wc, saranno realizzati sale pranzo/lettura, cucina e biblio-bar. Sarà un vero e proprio centro culturale, utilizzabile anche d’estate grazie alla preesistente veranda centrale, dove gli autori dei libri verranno invitati per raccogliere le impressioni dei lettori e discuterne insieme; un modo per rendere protagonista il lettore nell’era dei “social”.

Le due torri, infine, saranno trasformate in musei dedicati specificatamente alle strutture militari di Castiglion Fiorentino e dintorni, differenziandosi dalle sale medievali oggi esistenti nel Museo Archeologico.

L’accesso carrabile sopraelevato attuale verrà destinato ai pedoni che, dal terminal di Piazza Garibaldi, potranno accedere in sicurezza in città, e uscirne. Tale ingresso sarà fruibile saltuariamente solo dai mezzi di carico e scarico e dai mezzi di soccorso. Lo stretto marciapiede che lo costeggia su via Trento perderebbe così la sua utilità. In futuro, con maggiori disponibilità finanziarie, si potrà quest’ultimo allargare, spostando tutta la careggiata un metro verso est.

Le barriere architettoniche si abbattono facilmente con un ascensore per accedere al piano superiore, posizionato di fronte al centrale dei 3 ingressi su via Trento, e con due montascale per accedere al “museo delle fortificazioni” nelle due torri. Di fronte al suddetto ingresso centrale, in futuro, sarà possibile aprire un varco verso il giardino confinante col Convento di San Francesco, dato che lo spessore del muro in quel breve tratto, fa intendere che non si tratti di muratura medievale.

La struttura in muratura portante dell’edificio consente già un ottimo grado di isolamento termico. All’interno delle due torri verranno realizzati due solai con struttura in acciaio e pavimentazione, in cotto da una parte e parquet dall’altra. Entrambi i solai avranno al centro un lucernaio per consentire una maggiore illuminazione del piano terra. La “torre di San Francesco”, nella parte sovrastante i grossi muri perimetrali esistenti, avrà involucro e copertura in pannelli alveolari (spessore 4 cm) in policarbonato co-estruso, protetto dai raggi UV. La parete a sud e la copertura sarà composta da 9 fogli, trasmissione luminosa 47,5% e trasmittanza termica U = 1,0 W/(m2 K). Quelle ad est e ad ovest da 5 fogli, trasmissione luminosa 54,4% e U = 1,2 w/(m2 k). La parete a nord da tre fogli, trasmissione luminosa 76%. e U = 1,84 W/(m2 K); il tutto coperto da un sistema di brise-soleil in acciaio pre-verniciato, di sezione 10 cm x 5 cm. Il brise-soleil, d’inverno, permette l’ingresso della luce naturale e il riscaldamento dell’ambiente. D’estate, le doghe, rifrangendo la luce esterna, hanno la funzione di raffrescamento degli ambienti interni.

Gli infissi apribili nel tetto delle grandi sale espositive favoriscono: l’illuminazione naturale e il suo riscaldamento naturale; l’estrazione dell’aria, mediante l’effetto camino; la ventilazione incrociata. Griglie d’aerazione manovrabili elettricamente nel solaio di interpiano e appena sotto la copertura delle torri ri-progettate ne completeranno l’efficientamento. Un impianto di domotica gestirà le automazioni, permettendo anche la chiusura di ambienti inutilizzati durante la giornata (come le sale prova al piano terra). Sul tetto è realizzabile, anche in futuro, un sistema di pannelli solari che contribuiscano a migliorare ulteriormente il sostentamento energetico dell’edificio.

L’illuminazione sarà studiata per valorizzare gli spazi e gli elementi architettonici medievali. Gli apparecchi illuminanti all’esterno verranno predisposti in modo da non disperdere la luce verso l’alto.

Al fine di implementare la tecnologia wireless verranno utilizzati piccoli arredi urbani come panchine con ricarica smartphone, qr-code informativi collegati ad applicativi smartphone e computer. Per i meno avvezzi alla tecnologia, invece, dei più semplici totem informativi interattivi con touch screen.

La stima dei costi di realizzazione del progetto, come richiesto dal Bando, ammonta a 600.000 €, compresi gli oneri della sicurezza.

Le opere edili consisteranno in: demolizioni (vecchi rivestimenti, vecchi impianti, strutture metalliche non più utilizzabili e vecchi intonaci per portare a nudo la muratura) con relativo trasporto alla discarica per un importo pari a 20.000 €; strutture in acciaio per solai e scale delle due torri (compresi involucri esterni in cotto, parquet e vetro) per un importo pari a 33.000 €; rifacimento totale bagni e realizzazione nuovi (nuove porte comprese) per un importo pari a 40.000 €; tracce e carotaggi per nuovi impianti per un importo pari a 15.000 €; isolamenti termici e acustici, impermeabilizzazioni per un importo pari a  20.000 €; brise soleil torre di San Francesco per un importo pari a 35.000 €; tramezzature e controsoffitti (nuove porte comprese) per un importo pari a 50.000 €; pitturazione infissi per un importo pari a 10.000 €; impianti (idrico sanitario, elettrico per un importo pari a 90.000 €; impianti speciali (condizionamento, domotica, wi-fi, dati, antintrusione, video sorveglianza, ascensore) per un importo pari a 110.000 €; preparazione delle superfici murarie e tinteggiatura per un importo pari a 60.000 €; vetro strutturale torri per un importo pari a 50.000 €; imprevisti per un importo pari a 5.000 €; portoni esterni per un importo pari a 20.000 €; panchine smart, cestini per raccolta differenziata, totem informativi con touch screen per un importo pari a 7.000 €; box commerciali espositivi prefabbricati per un importo pari a 20.000 €. A questi importi si aggiungeranno gli oneri per la sicurezza non soggetti a ribasso pari a 15.000 €.

 

Concorso di idee “Architetture per Foggia”. Progetto di una “bicipolitana” (PRIMO PREMIO)

Oggetto del presente progetto è la realizzazione di una “Bicipolitana” all’interno del comune di Foggia che risponda a obiettivi di mobilità sostenibile da una parte e disinquinamento dall’altra. 

Il progetto parte da un’attenta analisi del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) della città con l’obiettivo specifico di :
·         estendere la rete di percorsi ciclabili e ciclopedonali che innervano la città per garantire una connessione reciproca tra i diversi quartieri e verso i principali poli attrattori presenti in campo urbano;
·         incentivare l’uso della bicicletta attraverso idonee azioni di safety e security;
·         promuovere l’utilizzo della bicicletta come mezzo complementare all’auto privata.
Le strategie adottate per cogliere gli obiettivi specifici sono sintetizzate nei punti seguenti:
·         creare una rete ciclopedonale fondata sulla manutenzione straordinaria dei percorsi esistenti, limitatamente a quelli ritenuti essenziali ai fini della complessiva configurazione di rete, e sulla realizzazione dei tratti mancanti;
·         individuare provvedimenti finalizzati a garantire la sicurezza della circolazione di pedoni e ciclisti con particolare riferimento ai punti di maggiore conflitto con il traffico veicolare motorizzato ( safety);
·         individuare una rete di velostazioni in corrispondenza dei principali poli attrattori di traffico in modo da garantire adeguate condizioni di security alla custodia del mezzo;
·         realizzare un servizio di bike sharing che, in sinergia con la rete di velostazioni di cui al punto precedente, permetta di configurare la bicicletta a pedalata assistita come mezzo per muoversi.
Le nuove piste ciclabili terranno conto dell’unificazione del Parco con i Campi Diomedei e la conseguente chiusura al traffico motorizzato del tratto di via Galliani compreso tra viale Fortore e via Romolo Caggese che resterà percorribile dai pedoni e dai ciclisti, e della linea Metrobus a propulsione elettrica.
Sulla scorta dell’individuazione dei ”punti neri” dell’incidentalità stradale sono previste le seguenti tipologie di intervento finalizzate ad adeguate condizioni di sicurezza a pedoni e ciclisti:
·         introduzione di semafori a chiamata in corrispondenza degli attraversamenti ciclopedonali da realizzare su sezioni correnti della viabilità di scorrimento, ad esempio l’attraversamento in corrispondenza degli ingressi alla fiera e al nuovo polo degli uffici comunali su viale Fortore;
·         introduzione di fasi semaforiche, a chiamata o predefinite, in corrispondenza delle intersezioni dell’itinerario perimetrale all’area centrale di Foggia;
·         realizzazione di attraversamenti ciclopedonali protetti in corrispondenza delle rotatorie esistenti e di progetto alcuni dei quali realizzati con tecnologie a recupero e trasformazione di energia cinetica in energia elettrica.
In tutti i casi si prevede la progressiva introduzione di illuminazione notturna dell’area di attraversamento attivata da dispositivi che rilevano la presenza del pedone o del ciclista in contesti non edificati, che potranno essere alimentati mediante recupero di energia.
La storica condizione di segregazione che sconta il Rione Martucci, rispetto all’area centrale della città, particolarmente evidente dal punto di vista della mobilità pedonale, verrà mitigata dalla realizzazione di una passerella ciclopedonale di scavalco del fascio dei binari, sulla via Fortore. Su entrambi gli “attacchi a terra” il progetto prevede la creazione di due nuove piazze.
I nuovi percorsi, che si andranno ad unire a quelli esistenti e riqualificati, pensati dopo un’attenta analisi delle scuole, dei monumenti e dei luoghi di lavoro presenti nell’area oggetto di intervento, saranno 3:
·         percorso “storico” che ruota attorno all’antico nucleo della città in cui si concentrano la maggior parte delle emergenze architettoniche;
·         percorso “boulevard” che gira attorno alla città come una circonvallazione passando per la maggior parte delle scuole e la maggior parte delle strutture pubbliche (sedi di enti, ospedali, Università, teatri e cinema);
·         percorsi “da periferia a periferia” che si intersecano quasi perpendicolarmente come un cardo e un decumano, collegandosi poi ai tratti di progetto F4, F5 ed F6 della “rete ciclistica provinciale”.
Il Programma “da periferia a periferia” è una proposta progettuale del PUMS, sviluppata in risposta al D.P.C.M. 25/05/2016 “Bando per la presentazione di progetti per la predisposizione del Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia”.
Tutti i percorsi sviluppati nel presente progetto sono stati pensati in risposta al D.M. 208 del 28/07/2016. “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro”, promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che ha come obiettivo principale l’effettiva riduzione delle emissioni inquinanti e l’abbandono graduale del ricorso eccessivo all’automobile, secondo quanto richiesto dalla direttiva UE e riportato nei dettami del “Programma sperimentale nazionale di mobilità sostenibile”.
Il progetto prevede inoltre la realizzazione di 13 rastrelliere per il bike sharing, composte da 8 stalli ciascuno, per una flotta di 104 bici, di cui 24 a pedalata assistita, dotati di sistemi di lettura delle tessere elettroniche e servomeccanismi per il serraggio del veicolo e 5 velostazioni, di cui 3 con ricarica elettrica, composte da 30 posti bici in media (per un numero tot. di 150 stalli). Nello specifico localizzate all’arrivo in città dei “circuiti provinciali” F4, F5 ed F6, una più grande alla stazione centrale, e un’altra a Piazza Cavour. All’interno di ogni singola velostazione di distribuzione delle bici verrà installato un pannello informativo, dotato di sistema di videosorveglianza e di hotspot WiFi pubblico (in rete con il sistema del comune) che mostrerà la mappa delle stazioni bikesharing, le regole di utilizzo del sistema, le informazioni utili e i numeri di telefono di riferimento. Ad integrazione del sistema di base verrà messa a disposizione degli utenti l’App Bicincittà’, che mostra in tempo reale la disponibilità delle biciclette e degli stalli vuoti. Viene inoltre prevista la creazione di due ciclofficine, per le operazioni di manutenzione e riparazione delle bici, una in prossimità del cicloposteggio adiacente al Terminal intermodale di Foggia Stazione e l’altra presso l’incrocio viale Ofanto – Viale Europa.
Oltre al sistema di paletti a led con dispositivo di rilevazione della presenza del ciclista previsto lungo il percorso , saranno installate panchine smart con wifi libera e ricarica smartphone, totem informativi con lettore qr-code per conoscere le tipologie dei percorsi e la loro durata, sia lungo il percorso che in corrispondenza delle rastrelliere, nonché cestini per la raccolta differenziata.
E’ previsto, inoltre, l’adeguamento funzionale dei percorsi ciclabili esistenti, per una lunghezza pari 1909 m, che consisterà nella sostituzione degli elementi danneggiati dei percorsi (“tappetino”, segnaletica verticale) e nella ri-pitturazione della segnaletica orizzontale.
Infine sono previste attività specifiche su studenti e lavoratori, tese alla promozione del Bike to School e del Bike to Work e quindi all’utilizzo del “percorso boulevard”.

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Riqualificazione di Quartiere Americano a Messina

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Quello che ancor oggi è conosciuto come “Quartiere americano” è il luogo dove, nella prima ricostruzione post-terremoto, si riversò la vita e tutte le attività principali dei messinesi. Il quartiere si trovava nell’area oggi compresa fra il Viale Europa a nord, via La Farina a est, Villa Dante a sud e viale San Martino ad ovest. Personaggi come Salvatore Quasimodo, Giorgio La Pira e Giovanni Rappazzo, inventore del cinema sonoro, e le famose stiliste Sorelle Mangano, vivevano o svolgevano lì la loro attività. Le maggiori scuole messinesi, la Caserma dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri, le maggiori chiese, la Questura, la Camera del Lavoro e la Corte D’Assise avevano sede fra le baracche di legno di questo quartiere. E fra le baracche del quartiere americano svolgevano la loro attività anche i più grandi artigiani del gelato e della pasticceria locale. Da qui l’esigenza di recuperare la memoria di questa parte di tessuto urbano oggi in completo abbandono. L’idea è quella di creare un percorso museale all’aperto lungo il viale San Martino, considerato da sempre il salotto cittadino, dove rivivere attraverso foto e disegni la storia del quartiere americano. Nonché di realizzare, al posto dei quattro assi viari che, a cul de sac, si immettono sul viale, quattro piazze tematiche che si ispirano alle attività svolte in prevalenza in questo luogo di grande cultura, ossia: la LETTERATURA (Salvatore Quasimodo), il CINEMA (Giovanni Rappazzo), la MODA (le sorelle Mangano) e l’ARTIGIANATO, con particolare riferimento alla gelateria. La prima piazza, a partire da nord, è la piazza dedicata alla MODA, perché proprio in quei luoghi aveva sede la Sartoria delle Sorelle Mangano, a quel tempo di gran voga. La seconda piazza è dedicata al CINEMA, perché esattamente lì c’era l’”Eden Cinema Concerto”, con facciata scenografica sul viale San Martino, dove Giovanni Rappazzo ebbe l’intuizione che lo portò a brevettare il primo cinema sonoro. La terza piazza è dedicata alla LETTERATURA, perché lì’ vicino, in via Croce Rossa, abitava il giovane Quasimodo, e proprio lì frequentava la scuola Jaci. La quarta piazza è dedicata all’ARTIGIANATO, in particolare alla gelateria artigianale, perchè una delle più fervide attività che si svolgevano nella zona sud del quartiere americano, dove il gelato veniva fatto con la “neve di Dinnammare” e dove un tempo esisteva l’AMERICAN COFFEE. L’intervento è tutto improntato sul disegno della pavimentazione in pietra locale. Il marciapiede lungo il viale San Martino, che ospiterà l’itinerario museale che, partendo da Viale Europa, si concluderà a Piazza Dante, sarà pavimentato con mattonelle quadrate poste secondo il disegno a scacchiera dell’originale quartiere americano. Il percorso sarà dotato di pannelli fotografici visibili sia dall’interno del percorso museale che dall’esterno, cioè da chi transita con l’auto o col tram. Il disegno della pavimentazione delle quattro piazze, invece, per contrastare la schematicità del marciapiede suddetto e delle stesse piazze di forma rettangolare, sarà volutamente bizzarro e animato con colori variopinti. In particolare, la prima piazza (MODA) è improntata su una passerella che, proseguendo in orizzontale, termina ad una certa altezza dal suolo, data la differenza di livello di circa 1,40 m esistente fra il Viale San Martino e la Via Giolitti. La seconda piazza (CINEMA) ripropone il cinema all’aperto esistente prima dell’incendio che distrusse l’originale quartiere americano. Il suo allestimento è fatto in maniera che la piazza possa essere utilizzata in maniera differente a seconda delle necessità. La terza piazza (LETTERATURA) è costituita da due padiglioni prefabbricati in cui sarà allestita una mostra e una biblioteca dedicata a Quasimodo e agli altri letterati messinesi. La quarta piazza (ARTIGIANATO) è composta, invece, da tre chioschi prefabbricati per gelati, dove sarà possibile apprezzare l’antica gelateria artigianale. In prossimità delle piazze verrà fatta proseguire la ringhiera, oggi sostituita da precari dissuasori in plastica, e verrà realizzata una pensilina frangisole. Un elemento verticale luminoso, visibile dalla strada, indicherà il nome della piazza. Alla sua base una postazione internet, una sorta di INFO-POINT fornirà notizie sulla storia del quartiere e sulla piazza corrispondente. Sia il CINEMA all’aperto, che i padiglioni della piazza LETTERATURA, che i padiglioni di GELATERIA ARTIGIANALE, così come l’ITINERARIO MUSEALE lungo il viale San Martino, così come i 4 alti INFO-POINT, in corrispondenza delle piazze, saranno una fonte di entrate economiche per l’amministrazione. L’intervento progettuale può essere autofinanziato con un PROJECT FINANCING.

Un proiettore a Largo Minutoli (Messina) Progetto di riqualificazione

L’intervento è stato presentato all’Amministrazione Comunale, in occasione del 100° anniversario del terremoto che ha colpito la città di Messina nel 1908.

Sul luogo dove nel 1599 fu realizzata la Loggia dei Mercanti, poi diventata Palazzo Senatorio, è prevista la realizzazione di una platea per assistere alle proiezioni che avvengono sulla facciata del catasto.

Riqualificazione del quartiere di Via del Mare a Barcellona Pozzo di Gotto

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Principale obiettivo del progetto è quello di migliorare dal punto di vista funzionale e sociale il cosiddetto “Quartiere di Via del Mare”, migliorarne la fruizione da parte dei cittadini e dei suoi abitanti, migliorarne la qualità della vita; favorendo l’integrazione sociale con particolare attenzione alla lotta alla marginalità; migliorare il decoro urbano, riqualificare l’esistente parco di pertinenza anche del plesso scolastico limitrofo per renderlo funzionale agli alunni delle scuole e agli abitanti del quartiere.
L’area oggetto del concorso, caratterizzata da edifici “popolari” costruiti dallo IACP, è limitrofa al Torrente Longano e confina col centro città. L’unico accesso carrabile avviene attraverso la Via del Mare. La strada diagonale di entrata al quartiere viene utilizzata anche per accedere alle scuole e ad alcuni condomini adiacenti.
La prima necessità emersa è stata quella di mantenere tale via, creando un ulteriore percorso perimetrale a senso unico ad uso esclusivo degli abitanti del quartiere, pedonalizzando tutto il resto.
Evidente è, infatti, apparsa la necessità di creare degli spazi pedonali protetti dove poter sostare, ma anche camminare o correre in libertà, per questo, individuate le due piazze principali, si è creato, passando per esse, un percorso anulare. Per mantenere la continuità di camminamento la pavimentazione continua anche in corrispondenza dell’attraverso stradale. Il tutto colorato da ritagli di verde qua e là.
I due ingressi pedonali con scale verranno sostituiti da ingressi a rampa al fine di abbattere le barriere architettoniche. Nell’ingresso a sud est una rampa che sale a circa 3 metri di altezza scende poi all’interno del quartiere su sopraelevata in acciaio inox bianco, parapetto in vetro e piano calpestio legno.
Il disegno risultante dell’intero progetto, basato sulle linee spezzate, appare volontariamente caotico, in realtà è perfettamente funzionale.
Dai sopralluoghi effettuati ed ascoltando le esigenze degli abitanti si è resa necessaria una maggiore organizzazione dei pur pochi parcheggi, per cui si è optato di individuare, oltre all’ampia area parcheggio davanti alle scuole, altre 4 aree dislocate razionalmente nel quartiere.
Al fine di migliorare la qualità della vita, soprattutto delle utenze deboli, verranno realizzati a nord degli orti urbani e un campo bocce, nonché delle aree attrezzate con tavoli per gli anziani, vicine al parco per bambini, nei pressi delle scuole, dove è stato mantenuto il “teatro greco”, seppur con una leggera modifica per meglio inserirlo all’interno del nuovo disegno progettuale, ma si è decisa la demolizione della pensilina, con funzione probabilmente di scenografia, in quanto non adatta al nuovo progetto, e fortemente deteriorata.
La loggia porticato viene mantenuta, seppur riqualificata, anche per darle la nuova funzione di ospitare al suo interno banchi per eventi o fiere. D’altronde la loggia, nella storia dell’architettura ha sempre avuto funzione principalmente commerciale (loggia dei mercanti o di vendita).
Le altre aree dedicate alla mobilità pedonale vengono arredate con panchine “smart” ed attrezzi ginnici all’aperto.
L’illuminazione sarà a basso consumo energetico e non inquinante, soddisfacendo le leggi vigenti in materia; tutti gli arredi realizzati con materiali eco sostenibili; la pavimentazione adatta sia all’utilizzo ciclabile che pedonale. Tutti i nuovi interventi abbattono le barriere architettoniche.
La proposta progettuale è compatibile con le norme urbanistico – edilizie di carattere nazionale e regionale e con la pianificazione comunale ed il regime vincolistico esistente. Tutti gli interventi saranno realizzati con elevate caratteristiche di sostenibilità energetica ed ambientale. Le reti di sottoservizio saranno riqualificate, così come le reti di smaltimento acque meteoriche.
L’attraversamento veicolare all’interno del quartiere avverrà a velocità ridotta (max 30 km/h).
Per la nuova vegetazione saranno utilizzate alberature autoctone.

STIMA DI MASSIMA DEI COSTI:
Rifacimento stradale € 260.000
Smonto pavimentazione esistente e rifacimento € 150.000
Aree destinate a verde pubblico € 30.000
Rete idrica € 60.000
Rete fognante € 190.000
Pubblica illuminazione e impianto di videosorveglianza wireless € 210.000
Arredo urbano € 110.000
Passerella pedonale € 80.000
Macchinari sportivi e giochi 60.000
Opere in muratura (riqualificazione c.a. teatro e loggia porticato, rampe pedonali e recinzioni) € 110.000


TOTALE € 1.260.000


Oltre ai bassi costi di realizzazione anche i costi di esercizio saranno bassi, rappresentando una priorità al fine di garantire la reale fattibilità dell’intervento.
Per limitare al massimo le manomissioni stradali, nelle porzioni di nuovo intervento, tutti i nuovi impianti saranno realizzati di concerto con la pubblica amministrazione.

Riqualificazione Cavalcavia Bussa a Milano

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L’idea progettuale di pedonalizzazione e riqualificazione del Cavalcavia Bussa nasce dall’attento studio delle ultime trasformazioni urbane realizzate nel quartiere Isola e dalla ricerca di integrazione del disegno del nuovo parco con il territorio circostante. L’elemento compositivo che ne è scaturito è un percorso sinuoso, che raccorda in maniera armoniosa l’ingresso a sud con quello a nord, percorribile dai mezzi di servizio e di soccorso e dai residenti dei Beni Stabili, in entrambi i sensi di marcia, e affiancato da un percorso ciclabile protetto a doppio senso di marcia. A questo percorso si aggiunge un percorso pedonale, anch’esso per tutta la lunghezza del cavalcavia. Gli ingressi a nord e a sud del nuovo parco lineare, con pendenze adeguate alla normativa, eliminano le barriere architettoniche per le persone in condizioni di difficoltà motoria. I due percorsi formano, nelle aree di concavità/convessità, zone da destinare a spazi multifunzionali per la socializzazione, gestiti dalla cittadinanza secondo orari prestabiliti. Le due scale in corrispondenza degli ingressi vengono mantenute, ma adeguate alle norme sulle barriere architettoniche con l’aggiunta di un servo scala e una canalina per le bici a nord e di un ascensore a sud. All’altezza della nuova velostazione è, inoltre, previsto un altro punto di risalita pedonale con ascensore e un’altra rampa per le bici. Con l’obiettivo di rendere fruibile ai cittadini il futuro parco, attraverso attività sociali e ricreative, al suo interno sono previsti: un circuito di mountain bike, un play ground, un teatro con cavea naturale, un palestra/ballo all’aperto, una area fiera/mercato, una passerella per sfilate, una pista da skate, due aree street painting e un community gardens. Il parco lineare sarà realizzato con tappeti erbosi calpestabili, di diverse tessiture e colorazioni, posati su uno strato di materiali inerti e terra vegetale con elementi drenanti e minerali. I percorsi saranno in battuto di calcestruzzo. Lo spazio fiera/mercato, in posizione baricentrica, è trattato come un elemento invisibile quale prosecuzione dei binari sottostanti con una frangiatura fra prato e doghe di adaxite. A nord, nell’angolo tra via Pepe e via Borsieri è previsto un campo di calcetto. Nell’area triangolare individuata dalle vie De Castillia – Borsieri – Confalonieri viene mantenuto il bike sharing e il parcheggio bici. La viabilità a ridosso dell’area di progetto viene ottimizzata. A sud viene migliorato l’ingresso carrabile in via D’Azeglio. A nord viene salvaguardato l’ingresso carrabile al condominio di Via Pepe, modellando il bordo dell’Associazione Pepe Verde, e viene attenuata la curva che congiunge via Borsieri e Via De Castillia. Tutti i percorsi pedonali adiacenti al cavalcavia, in particolare quelli nei pressi dell’ingresso sud e delle scuole, vengono salvaguardati. Così come viene salvaguardato il percorso ciclo-pedonale che scende dal cavalcavia e si dirige alla velo stazione, passando per l’archivio comunale, riqualificato e trasformato in locale di supporto al parco. La velostazione sarà prefabbricata in vetro strutturale con copertura in acciaio corten. All’interno troveranno posto 538 bici su due livelli, grazie a un sistema meccanizzato. Tutte le prescrizioni di R.F.I. vengono soddisfatte. I lucernai saranno salvaguardati, così come l’areazione del passante sottostante. Una leggera pelle traforata, in acciaio corten, verrà agganciata alle travi del cavalcavia, facendo intravedere la ringhiera in acciaio inox esistente, che verrà mantenuta. Un’ulteriore pelle interna trasparente proteggerà il parco dai fumi e dal rumore sottostante ed eviterà la caduta di oggetti dall’alto. Il percorso ciclabile, che collega Via De Castillia con Via Quadrio, e sbocca in Via D’Azeglio, e l’accessibilità e le connessioni/integrazioni con il tessuto circostante vengono, dunque, garantite. Per far sì che il nuovo parco contribuisca al miglioramento della rete ecologica e del paesaggio di cui è parte, gli arredi urbani saranno in materiale robusto proveniente dal riciclo, privo di esigenze manutentive. Tutte le aree di ristoro nell’area di progetto, useranno prodotti biodegradabili e compostabili. Ove non fosse possibile, l’area è disseminata di cestini per la raccolta differenziata. L’illuminazione a LED non arreca disturbo né ai treni né ai veicoli sottostanti, consente una riduzione dei consumi energetici e una migliore qualità dell’illuminazione con conseguente riqualificazione dell’ambiente. Gli spazi previsti nel parco lineare potranno essere gestiti da associazioni di cittadini che, con opportuno atto di convenzione col Comune, si impegnano a manutenere le porzioni loro affidate. Alcuni spazi verranno concessi a più associazioni in contemporanea, secondo una programmazione di orari. Ciò permetterà una facilità ed economicità di manutenzione e gestione dell’area di progetto.

Riqualificazione di Carrè

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Gruppo di progettazione: arch. Michele Palamara (capogruppo); arch. Alessandra Malfitano; arch. Erika Allegra; arch. Carmelo Romato; ing. Leone Pidalà; ing. Carmelo Ruggiero

La proposta progettuale prende avvio da un’attenta analisi urbana al fine di: ridefinire gli spazi pubblici delimitati dall’area di concorso; riorganizzare gli spazi pedonali e di sosta; risistemare e ridefinire gli spazi a plateatico; rivalorizzare la fontana storica; valorizzare e riutilizzare l’ex latteria. Il tutto nel rispetto dell’attuale viabilità, degli attuali parcheggi, del vigente codice della strada, dei passi carrabili e delle corti affaccianti su via Roma, dei criteri di eco sostenibilità e di smart building.
La prima necessità emersa è stata quella di ridisegnare il percorso carrabile di via Roma, nel tratto oggetto di concorso, per poter dare vita a spazi per la socialità. In tale punto, infatti, la luce fra gli edifici è più ampia e ben si presta allo scopo.
L’attuale piazza dove oggi è posta la fontana, per la sua forma protetta dai fronti degli edifici è già adatta all’utilizzo, pertanto le opzioni possibili risultavano essere due: creare un’unica piazza oblunga sul lato est della gareggiata, o creare due piazze, una per ciascuno lato, legate da un unico disegno geometrico. Si è scelta la seconda soluzione sia perchè la realizzazione di una piazza sul lato ovest avrebbe favorito una futura pedonalizzazione delle strade che da lì si addentrano nel centro storico, sia perché, così operando, la via carrabile è costretta a sterzare rallentando così i veicoli in questo tratto in cui proponiamo una “zona 30” (vel. max 30km/h).
Il disegno che ne è scaturito è stato dettato da linee spezzate sia per la conformazione naturale delle strade medievali che per la forma dell’isolato su cui sorge l’ex latteria.
Al posto del rudere demolito fra via Roma e via Monte Ortigara, da sempre baricentro del paese, si è pensato ad un punto di forza progettuale, costituito da un elemento che indirizzerà gli utilizzatori verso l’ex latteria, il cui lotto è stato trattato con lo stesso tema dei triangoli, così come il nuovo edificio recuperato.


Il progetto prevede la realizzazione di quattro trapezi, scaturiti dai suddetti triangoli di costruzione, delimitati attraverso una fascia bianca pavimentata che diventa, con funzione anche protettiva, panchina e pensilina, in corrispondenza del ciglio stradale. Ognuno dei quattro trapezi rappresenta un’area funzionale e insieme compongono le due piazze principali attraversate da Via Roma. Le connessioni, attraverso una pavimentazione continua, servono a rafforzare la continuità di relazione con il contesto urbano e, allo stesso tempo, accompagnare e orientare il cammino verso l’ex latteria riprogettata. L’obiettivo principale rimane quello di creare uno spazio fruibile, senza barriere architettoniche. La parte interna della piazza in cui si trova la fontana è stata lasciata libera per favorire l’allestimento di eventi, manifestazioni o del mercato settimanale. Sono stati mantenuti, ma risistemati, gli spazi a plateatico a ridosso delle attività commerciali esistenti, nonché garantito un numero adeguato di parcheggi. Sono stati, infine, analizzati gli ingressi carrabili esistenti e si è mantenuto l’ingresso alle corti esistenti senza alterarne l’attuale comoda fruibilità.
In luogo del rudere demolito fra via Roma e via Monte Ortigara è prevista una copertura, landmark per la cittadinanza e, allo stesso tempo, punto di connessione tra le piazze e ingresso alla ex latteria riprogettata. Con la sua pianta libera e la sua copertura piana sostenuta da pochi appoggi, potrà essere utilizzata come padiglione per esposizioni o manifestazioni. Alta 5 m, ha una struttura composta da una griglia di barre in acciaio ricoperta di pannelli in alluminio con vernice fotocatalitica e vetro. Una struttura composta da linee che si intersecano tra loro in copertura e si collegano ad altre laterali formando dei trapezi e dando compattezza all’opera. Il bianco, scelto per la sua purezza cromatica, assorbe tutti i colori circostanti, eccetto il verde dei giardini retrostanti che, di contro, entra nell’architettura attraverso il riflesso delle superfici vetrate.


Lo studio dell’illuminazione pubblica è stato finalizzato a valorizzare gli spazi ed i manufatti dell’area di progetto senza essere inquinante o fonte di disturbo per le residenze. Gli apparecchi illuminanti sono stati predisposti in modo da non disperdere la luce verso l’alto nel rispetto della L.R. 17/2009 s.m.i.. Sono stati progettati dei lampioni fotovoltaici, la cui efficienza luminosa dei LED si coniuga con il sistema fotovoltaico per un’illuminazione ad alto risparmio energetico. L’energia solare catturata dalle celle e trasformata in energia elettrica viene accumulata durante la giornata e rilasciata la sera per illuminare. L’applicazione dell’impianto fotovoltaico ai LED permette di sfruttare l’energia rinnovabile del sole con una conseguente illuminazione a risparmio energetico e garantisce elevata efficienza luminosa, luce direzionabile e nessun costo di manutenzione.


La fascia urbana Smart è costituita da panchine con illuminazione integrata e pensiline ecologiche. Nel particolare:
-panchine, con illuminazione integrata a led, realizzate in lastre di polistirolo modellabili rivestite da un sottile strato di cemento fibrorinforzato e impermeabile all’acqua;
-pannelli vegetali, costituiti da un supporto rettangolare in plastica riciclabile con serbatoio per irrigazione, che, introdotti nell’arredo urbano, rappresentano un sistema ecologico che rinfresca l’aria d’estate e disperde il calore d’inverno, proteggendo, grazie all’ossigeno prodotto, dalle polveri inquinanti e creando una vera e propria barriera rigenerante.
-pensiline fotovoltaiche con funzione di protezione e di produzione di energia pulita e rinnovabile, che rappresentano un modello innovativo di “integrazione urbana”;
-stazioni di ricarica, Wi-Fi., luci a led, display pubblicitari, pannelli touch-screen interattivi alimentati da energia solare, sui quali si possono visualizzare le mappe della città e l’orario dei bus.
Il verde utilizzato in progetto, col suo sistema di gradinate vegetali che tutelano le diverse aree dal livello stradale, ha funzione protettiva, ma anche ecologico-ambientale in quanto contribuisce a regolare gli effetti del microclima cittadino. Sono state privilegiate essenze e sistemi di verde a limitata manutenzione. Le specie vegetali scelte come l’Anthemis, prevedono una fioritura stagionale. Le erbacee rustiche, come l’ Anemone e la Centaurea, invece, sono capaci di sostenere senza problemi qualsiasi inverno.
Le piazze sono caratterizzate da una pavimentazione permeabile con l’obiettivo di regolamentare il deflusso dell’acqua. La nuova pavimentazione dell’area prevede l’utilizzo di cinque diverse pavimentazioni:
-un pavimento che raccoglie l’acqua piovana riportandola al ciclo naturale, costituito da lastre monostrato permeabili in pietra ricostruita vibro-compressa a base di legante idraulico e inerti di cava selezionati, con lastre realizzate in materiale riciclato selezionato ed esenti da impurita’;
-una pavimentazione, costituita da lastre in pietra ricostruita vibro-compressa a base di legante idraulico e inerti di cava selezionati, il cui strato di finitura sarà valorizzato da un impasto di ultima generazione realizzato con BIO2TANIO, in grado di distruggere i composti organici che si possono depositare sulle lastre;
-una pavimentazione in graniglia di marmo naturale legata con resina a base di acqua atossica, realizzata in perfetta sintonia con l’ambiente naturale circostante, semplice da posare e con ottime caratteristiche drenanti, ottima resistenza all’usura e agli agenti atmosferici;
-gomma riciclata, per l’area gioco, antitrauma per la sicurezza dei bambini, delimita un’area sempre agibile da parte di tutti gli utilizzatori, senza limitazioni dovute alle condizioni atmosferiche, in quanto il suo manto è una superficie permeabile, drenante, antisdrucciolo, e antiscivolo;
-una pavimentazione drenante per le aree parcheggio, assimilabile al terreno naturale, consente di ripristinare gli equilibri esistenti prima dell’antropizzazione del suolo e non costituisce barriera alle acque meteoriche (i masselli drenanti consentono una migliore azione di smaltimento delle acque piovane assicurando superfici senza pozzanghere anche in caso di acquazzoni).


Per il recupero architettonico e funzionale dell’ex latteria si è pensato di operare con opportuna sensibilità nei confronti delle strutture storiche. Dell’ex latteria S. Antonio Abate, un tempo simbolo di una economia fiorente e oggi manufatto a rischio crollo, si è giunti, dopo attento studio delle fasi costruttive, alla conclusione di salvaguardare lo skyline originale, cioè quello coperto a tetto a padiglione, ed in particolare: il prospetto con le finestre originali e il timpano; il portale liberty in ferro battuto; la nicchia del Santo e la ciminiera.
Sia le tramezzature interne che le superfetazioni, per la difficoltà ed il costo di riparazione, nonché per lo scarso pregio architettonico, verranno, pertanto, demolite.


A ridosso della facciata, tre volumi saranno accostati in modo tale da formare un patio di pianta irregolare, ispirandosi alle case con patio sviluppatesi in tutta Italia dal XV secolo in poi. La forma del patio e della passerella che congiunge il livello superiore dei tre volumi riprende i triangoli utilizzati nella proposta ideativa d’insieme, dando vita a spazi trapezoidali che ben si adattano ad ospitare funzioni come la sala conferenze e il locale multifunzionale. L’edificio destinato ad uffici, invece, per ragioni di sfruttamento massimale degli spazi interni, rimarrà rettangolare.
L’area di sedime e l’altezza che ne scaturiscono, leggermente differenti dallo stato di fatto, non danneggiano in alcun modo lo skyline originale dell’ex latteria, anche grazie all’utilizzo di materiali trasparenti come il vetro.
La nuova scenografia urbana che ne vien fuori è valorizzata dalla leggerissima gradonata in erba realizzata per giungere alla sommità del poggio su cui sorge il nuovo “Urban Center”.
All’interno dell’Urban Center trovano spazio:
• al piano terra del parallelepipedo, un centro informazioni per la promozione turistica e paesaggistica del Parco delle “Colline delle Bregonze”, un ufficio e un magazzino con accesso diretto dall’esterno;
• al primo piano un ufficio e una sala riunioni;
• al piano terra dell’edificio trapezoidale prospiciente via Castello, una biblioteca;
• al primo piano una sala didattica – polifunzionale (conferenze – incontri – proiezioni – prove musicali) con ampia vetrata panoramica sulle Bregonze;
• all’interno dell’edificio trapezoidale a nord, una sala espositiva – polifunzionale per mostre, un bar caffetteria e una zona studio.
• un terrazzino, accessibile dal primo piano di quest’ultimo edificio, per godere del panorama delle Bregonze.
3.1 Strutture, consolidamento del terreno e del muro storico.
Nel piano interrato, in corrispondenza dell’area di sedime dell’Urban Center ad esclusione dell’edificio trapezoidale a nord, verrà ricavato un garage per nove posti auto.
Il vano interrato sarà realizzato con una serie di setti in c.a. controterra. Per ovviare ai fenomeni di infiltrazione saranno utilizzati teli bentonitici direttamente apposti all’esterno. Le riprese dei getti tra le pareti armate saranno idoneamente giuntate con i metodi del tipo idrostop.
La porzione di interrato a confine con la facciata storica sarà realizzata tramite l’utilizzo di micropali e sottomurazione in c.a. nella porzione relativa all’ingresso al piano dell’interrato. I micropali saranno realizzati con la tecnica di perforo a “basso numero di giri” al fine di limitare al massimo vibrazioni e produzioni di polveri.
Per il consolidamento e stabilità della facciata storica si utilizzeranno sottofondazioni ammorsate ai micropali utilizzati per la realizzazione dello sbancamento dell’interrato. Per le murature in elevazione si prevede il consolidamento con iniezioni di leganti, e apposizione di fibre in FRP al fine del miglioramento della caratteristiche meccaniche delle stesse, che dovranno essere verificate anche ai fini sismici. A tal proposito per la verifica si prevede che la stessa venga “connessa” alle nuove strutture in elevazione impedendo così pericolose deformazioni dei setti murari fuori dal proprio piano in caso di eventi tellurici significativi. Per le fondazioni si prevede di utilizzare un reticolo di travi nastriformi in c.a., collegate da una piastra (platea) di base in c.a.
La struttura dei tre edifici sarà in parte in cemento armato e in parte in acciaio, nel rispetto delle indicazioni della normativa antisismica. Il centro informazioni sarà racchiuso in un involucro in vetro strutturale. Sia il trapezio posto a ridosso della facciata storica che quello ospitante la sala conferenze avranno le basi maggiori interamente in vetro, i lati obliqui e la copertura in pannelli prefabbricati EPS rivestiti da una pelle in rame traforato. La passerella di collegamento e la scala saranno in acciaio.
Per il raffrescamento naturale la vecchia ciminiera verrà trasformata in torre del vento. (Costruita sopra una piccola altura ai piedi della ridente collina del castello … riceve l’aria pura e salubre che gira senza impedimento). L’impianto verrà utilizzato in parallelo ad un piccolo impianto geotermico che sfrutterà l’energia del sottosuolo per il riscaldamento a pompe di calore, e a dei pannelli fotovoltaici trasparenti posti in copertura e sulla parete a sud del parallelepipedo in vetro per il fabbisogno energetico dell’edificio. Il tutto comandato da un impianto di domotica.
Per quanto riguarda, invece, il fabbisogno idrico si prevede il recupero delle acque piovane, predisponendo una vasca di accumulo, e l’adozione del sistema di irrigazione per i terrazzamenti . Tale sistema di irrigazione che, utilizzerà la cisterna già presente per la raccolta dell’acqua piovana, consente di ridurre gli sprechi in quanto rende possibile direzionare l’acqua direttamente alla base dei terrazzamenti. L’impianto di recupero dell’acqua piovana prevede in un apposito pozzetto, o all’interno del serbatoio in calcestruzzo dove viene convogliata l’accumulo dell’acqua, un filtro centrifugale autopulente. Il filtro sfrutta la velocità in ingresso dell’acqua separando eventuali corpi sospesi attraverso una griglia periferica in acciaio.
Il rame utilizzato per l’involucro dei due trapezi, grazie ai nuovi processi metallurgici e all’introduzione di biotecnologie, ha un costo energetico di produzione inferiore a quello di tanti altri materiali. E’ facilmente riciclabile tanto è vero che può essere riutilizzato infinite volte con poco dispendio energetico e senza che vengano degradate le sue caratteristiche. Non si corrode e non viene attaccato dai composti inquinanti presenti in grande quantità nell’atmosfera.
Le pareti vetrate saranno realizzate con vetro trasparente stratificato, vincolato tramite routels e spider in acciaio inox ad una struttura in acciaio inox satinato composta da tubolari di varie sezioni dimensionati per sopportare i carichi dimensionanti. Le staffe di ancoraggio della facciata alla struttura dell’edificio saranno in alluminio estruso e dovranno consentire regolazioni nelle tre direzioni ortogonali.
Tutte le vetrate, ad esclusione dei pannelli fotovoltaici trasparenti, saranno composte da: una lastra esterna stratificata; intercapedine e gas argon e lastra interna stratificata. Quella a sud della sala-conferenze, conterrà al suo interno una schermatura solare con tenda veneziana comandata, come anche la torre del vento, le griglie d’aerazione per la termoregolazione degli ambienti interni e i sistemi di captazione di energie alternative, da un sistema di domotica che gestisce l’intero Urban Center.
Per il verde a gradoni, realizzato in terra rinforzata, verranno utilizzate essenze arboree analoghe a quelle utilizzate per le piazze.

Riqualificazione di Concordia

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Gruppo di progettazione: arch. Alessandra Malfitano (capogruppo) – arch.Michele Palamara – arch. Cristina Mannello – arch. Pino De Domenico

La prima necessità emersa è stata quella di tracciare il percorso carrabile di Viale Garibaldi all’interno della nuova piazza. Per il disegno planimetrico l’idea fondante è stata quella di indirizzare il camminamento verso l’ingresso laterale della Chiesa, con un segno a terra importante. Per quanto riguarda i volumi si è pensato di dare una certa dinamicità all’edificio creando delle linee oblique per la pensilina aggettante del porticato e per la pensilina di copertura. Le due linee oblique si vanno così a unire, quasi a 90 gradi, con la linea obliqua dell’elemento trapezoidale di testata a est.
Principale obiettivo del concorso, bandito dal Comune di Concordia sulla Secchia, è selezionare una valida e fattibile proposta progettuale al fine di riorganizzare i volumi, sul luogo del diruto Palazzo Mari, utilizzando una minor area di sedime, per poter così ottenere una nuova piazza all’incrocio tra Via della Pace e Viale Garibaldi.
Quello di formare una nuova piazza centrale è, peraltro, uno dei due temi principali del PDR della Città.
La proposta progettuale prende avvio da un’attenta analisi storico-urbana al fine di: definire il nuovo spazio pubblico delimitato dall’area di concorso; riorganizzare gli accessi, i percorsi pedonali, ciclabili e di sosta; sistemare e definire gli spazi del mercato; costruire in luogo del demolito Palazzo Mari un nuovo edificio per residenze e uffici; favorire l’accesso diretto dalla piazza alla porta laterale della Chiesa. Il tutto nel rispetto dell’attuale viabilità, del vigente codice della strada e dei criteri di eco sostenibilità e di smart building.
La prima necessità emersa è stata quella di tracciare il percorso carrabile di Viale Garibaldi all’interno della nuova piazza. Per far ciò si è pensato di dare maggior respiro al nuovo edificio, privilegiando, quindi, l’accostamento a nord.
Per il disegno planimetrico della piazza l’idea fondante è stata quella di indirizzare il camminamento verso l’ingresso laterale della Chiesa, con un segno a terra importante. Le due strisce che ne sono scaturite, e che entrano dentro il nuovo edificio, accolgono anche gli elementi di arredo e illuminanti.
La nuova pavimentazione è stata pensata per prestazioni funzionali adeguate sia all’utilizzo carrabile che pedonale.
Essa sarà costituita da lastre monostrato permeabili in pietra ricostruita vibro-compressa a base di legante idraulico e inerti di cava selezionati, di dimensioni varie, spessore mm 85, colore porfido o sabbia. La lastra sarà realizzata con graniglie o altro materiale riciclato selezionati, esenti da impurita’ derivanti da sfridi di lavorazione del porfido (color Porfido) o calcareo (color Sabbia).
Il disegno delle due strisce assume, volontariamente, una forma tale da smussare l’angolo di svolta carrabile per chi viene, in direzione nord-sud, da Via della Pace e si immette in Viale Garibaldi che sarà a senso unico direzione ovest-est.
Per scelta progettuale la piazza sarà sullo stesso livello della strada. Per qualsiasi occasione la potrà essere fruibile al meglio senza barriere architettoniche. Lungo il ciglio della strada che interseca la piazza saranno posizionati solo dei dissuasori che si abbasseranno, incassandosi perfettamente nella pavimentazione, per il mercato o altri eventi. In esatta corrispondenza dei dissuasori, in tali occasioni, verranno posizionati gli stalli del mercato.
Il portico superstite di palazzo Mari sarà trasformato in “Loggia”, cioè luogo di sosta, relazione e convivialità, nonché “Loggia mercato” durante gli eventi. Essa sarà permeabile al traffico pedonale per favorire la connessione della nuova piazza e Via della Pace.
Come richiesto dal bando, verranno rifatte tutte le reti di sottoservizio ricadenti nell’area di concorso. Il progetto prevede la realizzazione di una doppia rete fognaria che suddivida le acque bianche dalle acque nere. La rete delle acque meteoriche sarà realizzata in scatolare CLS, mentre la rete di scolo della acque nere sarà in PVC. La rete di illuminazione pubblica, gas e idrica saranno completamente sostituite.
La scelta dell’area di sedime dell’edificio è stata dettata dal Bando di Concorso. Per quanto riguarda i volumi si è pensato di dare una certa dinamicità all’edificio creando delle linee oblique per la pensilina aggettante del porticato e per la pensilina di copertura. Le due linee oblique si vanno così a unire, quasi a 90 gradi, con la linea obliqua dell’elemento trapezoidale di testata a est.
L’edificio si compone di una stecca per le residenze, con negozi al piano terra, e il suddetto elemento di testata trapezoidale per il blocco uffici, con caffetteria al piano terra. Un porticato per tutta l’estensione dell’edificio lo metterà in diretta relazione con la piazza.
Esso verrà realizzato in adiacenza alla Canonica con le modalità previste dalle vigenti Norme Tecniche per la riduzione del rischio sismico.
Le due pensiline, oltre che a un’esigenza formale, rispondono ad esigenze funzionali, quali quelle di smaltimento acque meteoriche e di aggancio delle tende meccanizzate, in tessuto in fibra di vetro e tessuti reticolati in poliestere resistenti allo strappo, del blocco residenziale.
L’edificio, alto per come dettato dal Bando, pur essendo chiaramente un edificio moderno, ben si inserisce nel contesto storico di Concordia. La sua struttura sarà in cemento armato ordinario.
Al piano terra è prevista una galleria per l’accesso al nuovo portale laterale della chiesa, per cui si consiglia, nella nuova progettazione redatta da tecnici incaricati dalla Diocesi competente, di lasciare libero un determinato spazio.